Una riflessione sulla condizione umana attraverso gli occhi di un robot
L’uomo bicentenario, diretto da Chris Columbus e tratto dai lavori di Isaac Asimov e Robert Silverberg, racconta la straordinaria storia di Andrew Martin, un robot positronico acquistato dalla famiglia Martin nel 2005 come domestico.
Interpretato da Robin Williams, Andrew si distingue immediatamente per la sua capacità di provare emozioni e una straordinaria abilità nell’intaglio del legno. La sua singolarità viene riconosciuta dal signor Martin, che decide di trattarlo come un membro della famiglia, conferendogli sempre più libertà e indipendenza.
Nel corso dei decenni, Andrew sviluppa un legame profondo con “Piccola Miss”, la figlia più giovane dei Martin, e grazie al supporto della famiglia, ottiene persino la sua libertà. La sua ricerca di umanità lo porta a incontrare Rupert Burns, un tecnico che gli consente di assomigliare sempre più a un essere umano. Questo viaggio interiore ed esteriore di trasformazione culmina quando Andrew, dopo aver acquisito emozioni e persino organi umani, si innamora di Portia, la nipote di “Piccola Miss”.
Andrew si batte per essere riconosciuto ufficialmente come essere umano, ma la sua immortalità rappresenta un ostacolo insormontabile. Solo rinunciando a questa, e accettando la mortalità, riesce infine a ottenere il riconoscimento del “Congresso Mondiale” poco prima di morire, ormai dopo duecento anni di vita.
Il film, sebbene accolto con pareri discordanti e considerato un insuccesso commerciale, offre una profonda riflessione sulla condizione umana, il significato della libertà e il desiderio universale di amore e riconoscimento. Williams offre una performance toccante, incarnando il viaggio di Andrew da semplice macchina a individuo capace di provare le più profonde emozioni umane.
Immagine tratta dal film L’uomo bicentenario (Columbia TriStar Films Italia)

