L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in collaborazione con la Commissione europea, ha avviato un’istruttoria contro Meta per presunto abuso di posizione dominante. Al centro del procedimento c’è la pre-installazione del servizio di intelligenza artificiale “Meta AI” su WhatsApp, attiva da marzo 2025. L’assenza di alternative e la non removibilità del chatbot configurerebbero, secondo l’Antitrust, una limitazione della libertà di scelta degli utenti e un potenziale danno alla concorrenza, in violazione dell’art. 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.
WhatsApp è usata dal 90% degli italiani (dati We Are Social) e la presenza forzata del chatbot, sempre disponibile nell’interfaccia, potrebbe scoraggiare l’uso di soluzioni alternative della concorrenza, distorcendo potenzialmente il mercato emergente dei servizi di intelligenza artificiale. Meta ha respinto le accuse, sostenendo di offrire agli utenti la “possibilità di scegliere” di accedere ai servizi gratuiti di IA in un ambiente familiare e affidabile, e ribadito la sua piena collaborazione con l’Autorità.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (08/04/2025).

