Alcuni dati interni di Meta ottenuti da Drop Site News sembrerebbero rivelare che il governo israeliano abbia coordinato una vasta campagna di censura su Facebook e Instagram, che ha provveduto alla rimozione dei contenuti pro-Palestina o critici nei confronti di Israele.
Stando a quanto dimostrano, sembrerebbe che Meta abbia soddisfatto il 94% delle richieste israeliane di rimozione di contenuti. Sembrerebbe che il principale autore di tali richieste, a livello globale, sia stato proprio Israele. La censura si è estesa ben oltre i confini israeliani, colpendo in particolare i paesi arabi e musulmani. Meta ha eliminato oltre 90.000 post e trattato 38,8 milioni di contenuti, utilizzando sia l’IA che moderatori umani.
La maggior parte delle richieste israeliane è stata giustificata con accuse di terrorismo e violenza, ma spesso non venivano fornite informazioni specifiche sul contenuto da rimuovere. Le segnalazioni provenivano da canali privilegiati che ricevevano una priorità più alta nel processo di revisione. Nonostante la censura abbia riguardato sopratutto i contenuti pacifici pro-Palestina, Meta ha continuato a rimuovere contenuti anche quando non violavano le proprie politiche, applicando severe misure contro gli account coinvolti.
Sembrerebbe che le richieste di rimozione abbiano colpito principalmente utenti in paesi come Egitto, Giordania e Palestina, mentre solo una piccola parte avrebbe riguardato contenuti israeliani. Le operazioni di censura hanno sollevato preoccupazioni internazionali, con il Human Rights Watch che ha documentato un alto numero di contenuti pacifici rimossi. Sembrerebbe che Meta fosse consapevole di queste pratiche abusive da anni.
Leggi l’articolo completo: Leaked Data Reveals Massive Israeli Campaign to Remove Pro-Palestine Posts on Facebook and Instagram su dropsitenews.com.
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