Microsoft ha annunciato il licenziamento di circa 6.000 dipendenti, pari al 3% della sua forza lavoro globale. Nello stato di Washington, sede centrale dell’azienda, l’ingegneria del software è stata di gran lunga la categoria lavorativa più colpita, rappresentando oltre il 40% dei circa 2.000 posti tagliati, secondo un’analisi di Bloomberg. Anche i ruoli di product e technical program management sono stati duramente colpiti, mentre le funzioni più vicine ai clienti, come vendite e marketing, sono rimaste in gran parte inalterate.
I tagli arrivano nonostante una sequenza di trimestri con utili superiori alle attese e domanda di servizi cloud e soluzioni AI in crescita. L’azienda ha giustificato la mossa con l’obiettivo di “aumentare l’agilità organizzativa” in un contesto di mercato particolarmente dinamico. Tuttavia, i dati suggeriscono che a pagare il prezzo più alto sono stati proprio coloro che contribuiscono direttamente allo sviluppo dei prodotti.
Questa riorganizzazione coincide con gli ingenti investimenti di Microsoft nell’IA, tecnologia che sta già automatizzando parte del lavoro di sviluppo software. Ad aprile il CEO Satya Nadella aveva dichiarato che fino al 30% del codice di alcuni progetti è ora scritto dall’intelligenza artificiale. Anche Salesforce e Workday hanno annunciato tagli al personale tecnico mentre pianificano nuove assunzioni in ruoli commerciali o strategici legati all’IA.
Leggi gli articoli completi:
- Microsoft to lay off 6,000 workers despite streak of profitable quarters su The Guardian
- Microsoft layoffs hit coders hardest with AI costs on the rise su Fortune
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