Un team del MIT ha sviluppato una tecnica di restauro artistico che sfrutta l’intelligenza artificiale per rigenerare digitalmente dipinti danneggiati dal tempo in poche ore. Partendo da una scansione ad alta risoluzione, l’algoritmo mappa le aree compromesse, ricostruisce digitalmente colori e motivi, e stampa il risultato su un film polimerico trasparente applicabile direttamente sull’opera, senza alterarne l’integrità originale.
Il metodo è stato testato su un olio su tavola del XV secolo attribuito al Maestro dell’Adorazione del Prado, mostrando risultati promettenti: oltre 5.000 aree danneggiate sono state riparate in poche ore, usando più di 57.000 tonalità di colore. Il film può essere rimosso senza lasciare tracce, rendendo il processo reversibile e potenzialmente adatto anche a future revisioni.
Non mancano però le questioni aperte. L’uso di faccette stampate, la copia di elementi da opere simili e l’interazione tra l’opera originale e la “maschera” smuovono alcune perplessità. Tuttavia, secondo alcuni esperti, la tecnica potrebbe rendere accessibili al pubblico collezioni oggi conservate nei depositi, avviando un nuovo corso nel restauro di opere meno celebri ma culturalmente rilevanti.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

