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Murderbot: quando l’adattamento TV tradisce i libri di Wells

Un libro vicino ad una pellicola

Martha Wells ha conquistato i lettori con i suoi romanzi di Murderbot, ma la serie Apple TV+ fatica a catturarne l’essenza. Il protagonista è un robot di sicurezza che ha hackerato i propri protocolli, acquisendo libero arbitrio mentre protegge un team di scienziati. Nella trasposizione cinematografica, Alexander Skarsgård interpreta l’androide con competenza, ma il problema principale è il tono: la serie oscilla confusamente tra commedia e thriller fantascientifico.

I personaggi, arricchiti di nuove nevrosi per la TV, risultano fastidiosi invece che tridimensionali. Il sarcasmo tagliente del libro si perde, sostituito da una goffaggine che non convince. La narrazione in prima persona funziona, ma tutto il resto sembra fuori fuoco. La storia si sviluppa su due livelli: il mistero della missione scientifica e quello della vera natura di Murderbot.

Per queste ragioni, dunque, la serie vuole contenere troppi temi assieme – dramedy eccentrico, critica aziendale, fantascienza – senza riuscire a bilanciare gli elementi. Attraverso temi attuali, come, solo per citarne alcuni, l’intelligenza artificiale, la schiavitù tecnologica e la privatizzazione spaziale, Wells immagina futuri che riflettono il presente. Nonostante ciò, però, la prima stagione scalfisce solo la superficie e, pertanto, sebbene abbia un potenziale di crescita enorme, rischia di perdere spettatori prima di poter fare lo stesso boom della controparte editoriale.

Leggi l’articolo completo Perché Murderbot non convincerà i lettori dei libri di Martha Wells su Wired.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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