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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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OpenAI rivede le restrizioni: più “libertà” e sicurezza mirata

Immagine di un microchip con sopra scritto "OpenAI"

OpenAI ha implementato un cambiamento nella gestione delle restrizioni di ChatGPT, come documentato da diversi post di Sam Altman su X. Con il lancio della versione aggiornata di GPT-4o, l’azienda ha rivisto i suoi parametri relativi alla generazione di immagini realistiche. Il nuovo orientamento abbandona la precedente strategia di limitazioni generiche in aree sensibili, adottando invece un sistema mirato alla prevenzione di rischi concreti e verificabili.

Joanne Jang, responsabile del comportamento dei modelli di OpenAI, ha dettagliato questo cambiamento, parlando di un passaggio “da rifiuti generici in ambiti delicati a un approccio più preciso, mirato a prevenire danni concreti”. L’azienda, dice Jang, abbandona dunque il ruolo di “arbitro” su ciò che gli utenti possono creare, a partire dall’idea che restrizioni eccessive costituiscano un limite a benefici e creatività.

OpenAI mantiene comunque alcune restrizioni, in particolare riguardo i contenuti relativi ai minori, dove prevalgono “protezioni più forti e controlli più rigidi”. Per simboli controversi come la svastica invece, l’approccio diventa più sfumato: anziché rifiutarli automaticamente, l’IA valuterà il contesto educativo o culturale. Jang riporta infine le parole di Jason Kwon, il Chief Security Officer di OpenAI: “Le navi sono più sicure in porto; il modello più sicuro è quello che rifiuta tutto. Ma non è per questo che servono le navi o i modelli”.

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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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