Una recente ricerca dell’Università dell’Alaska Fairbanks suggerisce la possibilità di prevedere terremoti di grande magnitudine con mesi di anticipo, utilizzando l’apprendimento automatico per rilevare segnali precursori.
Guidato dal professore associato Társilo Girona e dal geologo Kyriaki Drymoni, lo studio si basa sull’analisi di attività sismiche anomale precedenti ai terremoti di Anchorage (2018) e Ridgecrest (2019). Gli autori hanno sviluppato un algoritmo che ha rivelato un aumento significativo della probabilità di grandi terremoti già tre mesi prima degli eventi analizzati, suggerendo che un incremento della pressione dei fluidi nelle faglie potrebbe essere un indicatore cruciale.
Tuttavia, la previsione dei terremoti presenta sfide significative, tra cui la gestione delle implicazioni etiche e pratiche. Infatti, se delle previsioni accurate potrebbero salvare vite e ridurre danni economici, i falsi allarmi e le previsioni mancate, invece, potrebbero causare panico e perdite di fiducia.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

