Una ricerca di Apiiro rivela che i programmatori che utilizzano assistenti AI generano dieci volte più vulnerabilità di sicurezza rispetto ai colleghi che non utilizzano questa tecnologia. L’analisi è stata condotta su migliaia di sviluppatori e decine di migliaia di repository e ha rilevato che l’uso dell’AI accelera la produzione del codice (fino a 3-4 volte) ma compromette gli standard di sicurezza.
La velocità di produzione si accompagna infatti a un netto calo di errori sintattici (-76%) e bug logici (-60%), ma a un aumento drastico di criticità strutturali. I casi di escalation di privilegi sono cresciuti del 322% e i problemi di architettura del 153%. “L’AI corregge gli errori di battitura ma crea bombe a orologeria”, osserva il il product manager Itay Nussbaum.
Il fenomeno assume rilevanza sistemica considerando che aziende come Coinbase, Shopify e Duolingo hanno reso obbligatorio l’uso dell’AI per i propri sviluppatori. La ricerca conferma studi precedenti dell’Università di San Francisco e del Vector Institute, suggerendo che l’accelerazione del ritmo di sviluppo stia creando un carico di lavoro aggiuntivo per i team di sicurezza, destinato ad aggravarsi nel breve termine.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/02/2025).

