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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Quando l’intelligenza artificiale non ha nulla da cui imparare

immagine astratta che rappresenta dati e previsioni

L’artista e ricercatore Terence Broad ha sviluppato un sistema che permette all’IA di generare immagini senza essere stata addestrata su alcun dato. Nel progetto (un)stable equilibrium, Broad ha modificato una rete neurale in modo da farla funzionare in un ciclo chiuso, capace di produrre forme e colori in continua evoluzione. Il risultato ricorda i dipinti astratti di Mark Rothko, ma non deriva da alcun riferimento diretto. L’opera, visibile su YouTube sul canale dell’artista, è realizzata tramite due reti generative che cercano di generare immagini che si imitano a vicenda senza essere limitate dall’altra rete. Allo stesso tempo, sono anche in competizione per avere una maggiore variazione nei colori che producono.

La scelta di non usare dati nasce da un rifiuto consapevole. Tutto iniziò nel 2016 quando, dopo aver lavorato con grandi set di immagini per applicazioni di sorveglianza, Broad decise di non creare più opere basate sul lavoro altrui. Una sua precedente creazione, una versione del film “Blade Runner” ricostruita da una rete neurale, attirò l’attenzione legale della Warner Bros., ciò lo spinse ad allontanarsi definitivamente da quel tipo di approccio.

Durante un dottorato alla Goldsmiths University, Broad iniziò a lavorare su un sistema alternativo. Si trattava di due reti generative che, invece di essere addestrate su dati esterni, si imitavano a vicenda. I primi esperimenti hanno prodotto immagini indistinte, ma con l’introduzione di nuove regole interne, i risultati sono diventati più complessi e visivamente interessanti.

Il lavoro di Broad mette in discussione il modo in cui si pensa l’IA generativa, in quanto dei sistemi che sono stati costruiti per imitare qualcosa finiscono per produrre qualcosa di nuovo anche senza sapere cosa imitare. 

Leggi l’articolo completo: What happens when you feed AI nothing su theverge.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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