Dalle applicazioni di tutti i giorni agli algoritmi più complessi, Ruha Benjamin cerca di capire come le tecnologie emergenti possano rafforzare le discriminazioni razziali e approfondire le disuguaglianze sociali.
In Race After Technology: Abolitionist Tools for the New Jim Code, Benjamin sostiene che l’automazione, lungi dall’essere una storia sinistra di programmatori razzisti che tramano nel dark web, ha il potenziale per nascondere, accelerare e approfondire la discriminazione, pur apparendo neutrale e persino benevola se paragonata al razzismo di un’epoca precedente. Presentando il concetto di “New Jim Code”, l’autrice mostra come una serie di progetti discriminatori codifichino l’iniquità amplificando esplicitamente le gerarchie razziali; ignorando, ma in tal modo replicando, le divisioni sociali; o mirando a correggere i pregiudizi razziali, ma facendo alla fine l’esatto contrario. Inoltre, l’autrice sostiene che la razza stessa è una sorta di tecnologia, progettata per stratificare e santificare l’ingiustizia sociale nell’architettura della vita quotidiana.
Questa guida illuminante fornisce strumenti concettuali per decodificare le promesse tecnologiche con uno scetticismo sociologicamente informato. Così facendo, ci sfida a mettere in discussione non solo le tecnologie che ci vengono vendute, ma anche quelle che noi stessi produciamo.
Maggiori informazioni su Wiley.

