Il governo del Regno Unito ha annunciato l’avvio di una sperimentazione per utilizzare l’AI nella verifica dell’età dei minori richiedenti asilo. La tecnologia di stima facciale dell’età sarà testata con l’obiettivo di integrarla nei controlli ufficiali nel corso del 2025.
La decisione arriva in concomitanza con la pubblicazione di un rapporto fortemente critico dell’ispettore capo David Bolt, che ha denunciato l’approccio attualmente utilizzato per stimare l’età dei nuovi arrivati, descrivendolo come inadeguato e dannoso per la loro salute mentale. In questo senso, il Refugee Council ha documentato almeno 1.300 casi di minori erroneamente classificati come adulti in 18 mesi.
La ministra dell’immigrazione Angela Eagle ha descritto il sistema come una soluzione rapida e semplice per supportare le valutazioni degli operatori nei casi contestati o incerti. L’Home Office britannico usa già l’AI in altri ambiti, come l’identificazione di matrimoni fittizi, ma questi strumenti sono stati criticati a causa dei bias verso alcune nazionalità. Nonostante le preoccupazioni sui rischi discriminatori, il governo intende comunque continuare a esplorare ulteriori applicazioni.
Lo scorso mese, ricorda il Guardian, i ricercatori della London School of Economics e dell’Università di Bedfordshire avevano segnalato gravi criticità nel trattamento dei minori non accompagnati e raccomandato di sottrarre all’Home Office le decisioni che li riguardano.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/03/2025).

