Secondo Geoffrey Hinton, ex vicepresidente di Google e considerato uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale, esiste una probabilità non trascurabile (tra il 10 e il 20%) che l’AI possa sostituire completamente l’umanità. In un’intervista al podcast The Diary of a CEO, Hinton (vincitore del Turing Award 2018) distingue tra i rischi a breve termine, legati soprattutto all’uso improprio della tecnologia, e quelli a lungo termine, che riguardano la possibilità che i sistemi avanzati possano diventare autonomi e ostili.
I pericoli a breve termine includono le allucinazioni, la facilità nella creazione di contenuti deepfake e truffe, e l’automazione di lavori qualificati. All’interno della comunità scientifica esistono posizioni contrastanti sui rischi a lungo termine: mentre alcuni paventano il rischio di un’eventuale sostituzione dell’uomo da parte delle macchine, altri respingono queste ipotesi come speculazioni eccessive. Hinton assume una posizione intermedia, sottolineando la scarsa comprensione attuale del funzionamento profondo dei modelli e l’urgenza di una ricerca più strutturata per prevenirne i potenziali pericoli.
Hinton, che ha lasciato Google nel 2023 per esprimersi liberamente sui rischi dell’IA, riconosce il potenziale in settori come la sanità, e sollecita maggiore ricerca, regolamentazioni governative e divieti internazionali per l’applicazione sui robot militari. Come misure protettive personali, raccomanda diversificazione bancaria e backup regolari dei dati, strategie che lui stesso adotta tenendo i propri fondi distribuiti tra tre istituti diversi.
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