Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano esporrà per la prima volta “ScentDia“, un robot sociale innovativo che si distingue per una caratteristica unica e mai prima d’ora affrontata: emana un suo proprio profumo distintivo.
Questo robot, atterrato recentemente all’aeroporto di Malpensa, assume le sembianze di una dama d’epoca con gonna bianca ed è frutto di un lavoro congiunto e di collaborazione tra l’University of New South Wales di Sidney e il Centro di ricerca sui sistemi complessi della Libera università della comunicazione.
L’idea sottostante nasce dalla necessità sempre più impellente di distinguere chiaramente i robot dagli esseri umani, amplificandone sempre di più dei tratti specifici, in un’epoca in cui le macchine stanno diventando sempre più presenti nella nostra vita quotidiana in diversi compiti, tra cui, solo per citarne qualcuno, l’assistenza agli anziani e il supporto per bambini con bisogni speciali. Per tale motivo, Mari Velonaki, studiosa dell’università di Sidney, insieme alla filosofa Luisa Damiano e al profumiere Manos Gerakinis, ha sviluppato questo concetto a partire da una scelta etica ben precisa verso un nuovo tipo di interazione uomo-macchina: l’olfatto, dal momento che rappresenta un fattore caratteristico della nostra socialità e che ci distingue dagli altri attori sociali con cui interagiamo quotidianamente, ci identifica in uno spazio condiviso, rimarcando il bisogno etico di identificare e distinguere questi nuovi attori dall’essere umano.
Per rispondere a questo bisogno profondo, il profumo di “ScentDia” si qualifica come inequivocabilmente “non umano”: delle note metalliche mescolate a essenze e fragranze che richiamano la Grecia e l’Australia.
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Immagine generata tramite DALL-E.

