Durante il VivaTech a Parigi, il CEO di Nvidia Jensen Huang ha contestato le previsioni sui rischi occupazionali legati all’intelligenza artificiale di Dario Amodei di Anthropic.
Huang si è dichiarato “quasi per nulla d’accordo” con le dichiarazioni di Amodei secondo cui l’AI eliminerebbe il 50% dei lavori d’ufficio entry-level entro cinque anni, portando la disoccupazione al 20%. Secondo Huang, Amodei userebbe queste previsioni catastrofiche in modo strategico per spaventare il pubblico e posizionare Anthropic come unica opzione sicura, giustificando un monopolio nello sviluppo dell’AI sotto pretesti di sicurezza. Pur riconoscendo che l’IA renderà alcuni lavori obsoleti e trasformerà la maggior parte delle professioni, Huang è convinto che emergeranno nuove opportunità. Secondo lui, l’aumento di produttività porterà le aziende a espandersi e ad assumere più personale. Dal canto suo, Anthropic ha replicato negando qualsiasi esclusivismo e ribadendo la necessità di trasparenza pubblica sui rischi dei sistemi.
Il contrasto riflette i diversi approcci dei due CEO sull’AI. Amodei, che ha fondato Anthropic nel 2021 dopo aver lasciato OpenAI per questioni relative alla sicurezza, promuove un approccio cautelativo e trasparenza normativa per gestire la transizione occupazionale. Il CEO di Nvidia sostiene invece che lo sviluppo dell’AI debba essere aperto, trasparente e condiviso per garantirne un uso sicuro e responsabile.
Più in generale, lo scontro riguarda il bilanciamento tra innovazione e responsabilità sociale. Mentre Anthropic spinge per regolamentazioni preventive sui rischi, Nvidia privilegia l’accelerazione tecnologica come motore di crescita economica. Entrambi i CEO concordano sulla necessità di gestire responsabilmente la transizione, divergendo sui tempi e modalità di implementazione delle misure di controllo e sicurezza.
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