Thomas Dohmke, CEO di GitHub, mette in discussione la narrativa della sostituzione dei programmatori dovuta all’avvento dell’IA. Durante il suo intervento a VivaTech di Parigi, ha sostenuto che l’intelligenza artificiale moltiplicherà il lavoro degli sviluppatori, paragonando l’attuale momento storico agli anni ’90 di Internet.
Secondo Dohmke assisteremo a un aumento esponenziale della produzione di codice, che richiederà più supervisione umana. Nel suo intervento a VivaTech, il CEO ha ribadito che l’IA sbaglia, allucina, e va costantemente supervisionata. Il concetto di “zero trust” applicato da GitHub evidenzia la necessità di controllo costante degli output. Dohmke sottolinea come gli esseri umani fungano da “direttori d’orchestra”, supervisionando, appunto, la coerenza tra il codice generato e gli obiettivi aziendali.
Se l’IA aumenta la complessità del software, è la fiducia l’elemento chiave per integrarla efficacemente nei processi. Sarà infatti necessario imparare a delegare senza smettere di comprendere. Il rischio principale, secondo Dohmke, sta nell’assuefazione e nel fatto che i programmatori deleghino completamente il controllo al sistema. Per il CEO, chi saprà fidarsi e utilizzare efficacemente l’IA supererà i concorrenti. La sua visione prevede una democratizzazione della programmazione, in cui tutti potrebbero programmare con la stessa naturalezza con cui leggono o scrivono.
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