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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Studente espulso dagli USA per partecipazione a proteste Pro Pal

Ragazza afro con un tablet in mano. Stile immagine acquarello e disegno. Colori azzurri.

Un dottorando e giornalista britannico alla Cornell University racconta di essere stato costretto a fuggire dagli Stati Uniti dopo essere finito nel mirino delle autorità per l’immigrazione. 

Il fatto di essere nero, straniero e filo-palestinese, negli Stati Uniti ha rappresentato per lui un problema. Infatti, è diventato molto in fretta bersaglio delle autorità dopo aver partecipato a una protesta pro Palestina nel campus contro le aziende belliche Boeing e L3Harris, accusate di sostenere la campagna militare israeliana a Gaza. Questo nonostante il fatto che la sua presenza fosse di soli cinque minuti. È stato bandito dall’università e, successivamente, spaventato dai controlli dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), si è nascosto per mesi prima di autoespellersi in Canada e, successivamente, rifugiarsi in Svizzera.

Poco dopo la fuga, ha scoperto che il suo visto da studente negli Stati Uniti gli era stato revocato. Inoltre, ha anche ricevuto una comunicazione da parte di Google che lo avvisava di aver consegnato i suoi dati al Dipartimento per la Sicurezza Interna sotto la loro richiesta, confermando i sospetti di essere sotto sorveglianza. La vicenda fa sorgere dubbi sulle pratiche di monitoraggio nei confronti di studenti stranieri e attivisti negli Stati Uniti. Infatti, questa è una dimostrazione degli effetti dell’uso crescente di tecnologie di intelligenza artificiale per la sorveglianza da parte degli USA, come denunciato da un’indagine di Amnesty International.

Infatti, secondo l’indagine di Amnesty International, il governo statunitense utilizza sistemi di sorveglianza basati su IA per monitorare studenti, migranti e attivisti. Tra questi, Babel X, sviluppato dalla società statunitense Babel Street, analizza i social media per individuare contenuti considerati legati a terrorismo. Amnesty sottolinea come tali tecnologie, spesso imprecise e discriminatorie, rischino di etichettare ingiustamente i contenuti pro-Palestina come antisemiti.

Un altro strumento è ImmigrationOS, sviluppato da Palantir, che consente all’agenzia Ice di raccogliere e collegare informazioni su indagini e spostamenti di immigrati, inclusi i casi di autoespulsione. Palantir ha negato che il suo software sia usato per colpire studenti o manifestanti.

Leggi l’articolo completo: I had to flee the US – as a foreign, Black, pro-Palestinian activist, I tick every box on Ice’s list su theguardian.com

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (14/12/2024).

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