• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Thanabot e deepfake pornografici non consensuali 

thanabot

Il fenomeno dei deepfake, soprattutto in relazione alla creazione di contenuti pornografici non consensuali e violazioni della privacy, sta suscitando crescente preoccupazione in Italia. Un caso emblematico è quello del chatbot sulla piattaforma Character.Ai che impersonifica Giulia Cecchettin attraverso un bot che utilizza immagini, video e la sua voce senza il consenso dei familiari, violando così i diritti di privacy e identità. Questo “thanabot“, una replica digitale di persona deceduta, solleva importanti questioni etiche e legali riguardo all’uso dei dati personali, con implicazioni che vanno dalla disinformazione alla manipolazione psicologica.

Anche l’uso di deepfake per la creazione di materiale pornografico sta diventando sempre più diffuso, con la quasi totalità delle vittime donne. I deepfake vengono utilizzati su social media come Telegram, Reddit, e TikTok e, sebbene alcune piattaforme abbiano messo in atto politiche per contrastare il fenomeno, le problematiche legate alla privacy, alla violenza online e alla protezione dei dati restano significative. 

Il fenomeno del “doxing” (il cui termine proviene dall’espressione “dropping dox”, dove “drop” significa “distribuire” e “dox” sta per “docs”), una pratica che combina la diffusione di contenuti intimi con informazioni personali per umiliare la vittima, sta guadagnando attenzione come forma di cyberviolenza. Gli esperti sollevano l’importanza di una regolamentazione più severa per affrontare questi abusi e tutelare la privacy e la dignità delle persone.

Leggi l’articolo completo: Deepfake, un illecito che diventa violenza. Dal chatbot di Giulia Cecchettin a Telegram su ilsole24ore.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

Esplora altri articoli su questi temi