Le parti della nostra vita che non vengono sorvegliate e trasformate in dati diminuiscono ogni giorno. Siamo in grado di configurare le impostazioni della privacy sui nostri dispositivi e sulle piattaforme dei social media, ma sappiamo che i nostri sforzi impallidiscono di fronte alla portata del capitalismo della sorveglianza e della manipolazione algoritmica. Nella nostra era iperconnessa, molti hanno iniziato a chiedersi se sia ancora possibile vivere una vita privata o se non valga più la pena lottare per essa.
The Right to Oblivion: Privacy and the Good Life sostiene in modo incisivo e persuasivo che possiamo e dobbiamo ancora lottare per la privacy, anche se per ragioni diverse da quelle che potremmo pensare. Negli ultimi anni si è assistito a un acceso dibattito nel campo della legge e della tecnologia sui motivi per cui la privacy è importante, spesso incentrato sul fatto che le violazioni dei dati personali costituiscono una violazione della libertà individuale. Tuttavia, come dimostra Lowry Pressly, i termini stessi di questo dibattito hanno minato la nostra comprensione del reale valore della privacy. In un racconto filosofico originale, Pressly insiste sul fatto che la privacy non è semplicemente un diritto da proteggere, ma uno strumento per dare un senso alla vita.
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