Sembrerebbe che a frenare l’adozione dell’IA non sia la paura dell’apocalisse tecnologica, ma preoccupazioni più quotidiane e concrete. Uno studio della Brigham Young University (BYU), guidato dai professori Jacob Steffen e Taylor Wells, ha indagato le ragioni per cui alcuni individui scelgono consapevolmente di non usare strumenti di IA generativa come ChatGPT.
La ricerca, basata su due questionari, ha identificato quattro motivazioni principali per questa diffidenza: la scarsa fiducia nella qualità dell’output, i dubbi etici, i rischi legati alla privacy e la mancanza di interazione umana.
Le situazioni in cui emerge il rifiuto spaziano dall’ambito educativo, a quello della scrittura creativa, o dei consigli medici o finanziari.
L’obiettivo dello studio sarebbe quello di favorire una riflessione più matura sull’impiego dell’IA, aiutando a distinguere i contesti in cui può davvero fare la differenza.
Leggi l’articolo completo: BYU study finds the real reasons why some people choose not to use artificial intelligence su byu.edu.
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