Uno studio mostra che l’adozione di strumenti IA ha un impatto significativo sulla ricerca scientifica, migliorando le prospettive di carriera dei giovani ricercatori che ne fanno uso ma riducendo la diversità e l’innovazione.
Lo studio, condotto dalle università di Chicago e Tsinghua, ha analizzato 68 milioni di articoli scientifici pubblicati tra il 1980 e il 2024 in sei discipline: biologia, chimica, medicina, fisica, scienze dei materiali e geologia. È emerso che i ricercatori che utilizzano l’IA pubblicano più articoli (+67%) e hanno il 32% di probabilità in più nella progressione di carriera. Tuttavia, gli studi assistiti dall’IA tendono a concentrarsi su temi ristretti e risultano più ripetitivi, con un piccolo numero di articoli “superstar” che monopolizzano le citazioni.
Secondo James Evans, uno degli autori dello studio, la ricerca mette in luce una certa carenza di immaginazione nel panorama scientifico. Secondo il ricercatore è necessario rivedere i sistemi che premiano i ricercatori, incoraggiando approcci più creativi e diversificati ed evitando che l’uso dell’IA diventi l’unica strada a discapito di altri metodi e innovazioni future.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2024)

