A più di un mese dal lancio di Veo 3, il modello generativo di Google per la creazione di video, è ancora presente bug che inserisce sottotitoli incomprensibili anche quando non richiesti, rendendo molte clip inutilizzabili. Lo strumento, pensato per produrre clip iperrealistiche con dialoghi e suoni sincronizzati, è già stato utilizzato da vari creator e registi. Tuttavia, sembrerebbe che questo difetto ne limiti la diffusione.
Google ha risposto promettendo dei miglioramenti, ma il problema, al momento, non risulta ancora essere risolto. Gli utenti, compresi quelli che hanno pagato l’abbonamento, sono costretti a rigenerare clip, con conseguenti costi aggiuntivi o, in alternativa, ricorrere a software esterni per rimuovere le scritte. Secondo gli esperti, il bug dipende dai dati con cui Veo 3 è stato addestrato, probabilmente contenenti video già sottotitolati da piattaforme come YouTube e TikTok.
Google ha scelto di non rendere pubblici i dataset di addestramento. Invita gli utenti a fornire feedback, ammettendo che i comandi negativi (“nessun sottotitolo”) sono meno efficaci. Una correzione strutturale richiederebbe un complesso e lungo riaddestramento del modello.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (06/01/2025).

