L’era dei creator umani, dilagante a partire dall’avvento dei social media, sta cedendo il passo sempre di più ai vtuber: personaggi virtuali controllati dall’intelligenza artificiale. Non si tratta più del fenomeno giapponese di nicchia con avatar manga, ma di una vera industria emergente che sta cambiando le regole dell’intrattenimento online.
Il caso più emblematico è Bloo, avatar blu che gioca a Minecraft e ha oltre 2,5 milioni di iscritti, che è stato in grado di generare più di un milione di dollari nel 2024. Dietro c’è lo youtuber olandese Kwebbelkop, che ha sostituito se stesso con una versione IA automatizzata. Questo fenomeno si pensa possa dar vita ad una tendenza globale dal momento che chiunque oggi può creare un vtuber grazie a strumenti accessibili basati su IA. Ad esempio, TubeChef.AI produce video completi per meno di 20 dollari al mese, mentre software gratuiti come VTube Studio permettono di creare animazioni in tempo reale e l’intelligenza artificiale gestisce voce, script, editing e persino le interazioni con i fan.
La vera rivoluzione, dunque, sta nella scalabilità in quanto questi personaggi virtuali funzionano perennemente e riescono ad attirare sponsorizzazioni allo stesso modo delle celebrità più note, portando milioni di persone a seguirli come accade oggi con il mondo degli influencer, suscitando, però, innumerevoli domande circa il ruolo della creatività umana per la realizzazione di questi contenuti.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

