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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Waiting for Robots. The Hired Hands of Automation

La copertina del libro presenta un design minimalista. Su uno sfondo grigio chiaro, si distingue una mano umana stilizzata, la cui base è meccanizzata, come se fosse parte di un automa. Il titolo è in bianco e nero, con caratteri chiari e moderni. In basso, il nome dell’autore e del traduttore, Saskia Brown, completano la copertina.

L’intelligenza artificiale aliment sempre di più reazioni contrastanti. I tecnologi tendono a concedere ampio margine alle loro creazioni, fingendo che siano esseri animati, considerandole efficienti e autonome. In quanto utenti, ci lamentiamo quando queste tecnologie non obbediscono, o ci preoccupiamo per la loro influenza sulle nostre scelte e sui nostri mezzi di sussistenza. Eppure, approfittiamo della loro comodità, ci vediamo riflessi in esse e le trattiamo come qualcosa di completamente nuovo. Come sostiene Antonio A. Casilli, quando sopravvalutiamo il grado di automazione di questi strumenti non riconosciamo quanto gli esseri umani siano essenziali per la loro efficienza.

In questo libro incisivo, Casilli utilizza ricerche aggiornate per dimostrare come le tecnologie odierne, inclusa l’intelligenza artificiale, continuino a sfruttare il lavoro umano. L’autore analizza le attività di diversi lavoratori tecnologici contemporanei: gli autisti Uber o gli host Airbnb; i lavoratori che svolgono compiti frammentati come l’inserimento dati su Amazon Mechanical Turk; e tutti noi, quando valutiamo testi o immagini per dimostrare di non essere robot, reagiamo ai post su Facebook o approviamo e miglioriamo i risultati dell’IA generativa. Come mostra Casilli, algoritmi, motori di ricerca e assistenti vocali non potrebbero funzionare senza i contributi umani, spesso non pagati o sottopagati. Inoltre, avverte che se non riconosciamo il lavoro umano di cooperazione con le macchine, il futuro del lavoro umano diviene sempre più imprevedibile.

Waiting for Robots ci invita ad andare oltre la visione semplicistica delle macchine come intelligenti e autonome. I robot portano con sé una promessa messianica che viene sempre rinviata. Invece di portare prosperità per tutti, disciplinano la forza lavoro, impedendoci di immaginare un mondo senza fatica e sfruttamento. Il libro illuminante di Casilli chiarisce che la maggior parte dell’“automazione” richiede lavoro umano—e probabilmente lo richiederà sempre.

Maggiori informazioni sul sito della casa editrice The University of Chicago Press

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