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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Whistleblowing e Big Tech: svelando le black box della società digitale

In un’epoca in cui le tecnologie hanno un impatto sociale sempre più rilevante e pervasivo, nuove forme di segretezza sono emerse. I giganti tecnologici come Meta e Google vengono spesso descritti come “black box”, sistemi socio-tecnici che operano in modi poco trasparenti e inclini ad abusi. Tuttavia, i whistleblower e le fughe di notizie hanno contribuito in modo significativo a gettare luce su queste black box altrimenti inaccessibili.

  • Sophie Zhang, ex data scientist di Facebook, ha rivelato come la piattaforma abbia ripetutamente permesso a leader mondiali e politici di ingannare il pubblico o molestare gli oppositori, dando priorità solo agli abusi che attirano l’attenzione dei media o che riguardano paesi ricchi.
  • Jack Poulson, ex ricercatore di Google, si è dimesso in segno di protesta contro il “Project Dragonfly” dell’azienda, una versione censurata del motore di ricerca per la Cina. Poulson ha sollevato preoccupazioni etiche sul progetto.
  • Una serie di fughe di notizie anonime hanno rivelato le politiche e le strategie interne di Facebook sulla moderazione dei contenuti, la censura e i processi decisionali, sollevando dubbi sulla trasparenza dell’azienda.

Un nuovo tipo di whistleblowing?
Il whistleblowing nel contesto dei giganti tech presenta alcune peculiarità. Sebbene rientri nella definizione classica dell’atto di denuncia di illeciti o pratiche controverse, il whistleblowing nel Big Tech va oltre la semplice denuncia di irregolarità aziendali. Riguarda pratiche e progetti che, pur appartenendo a società private, hanno implicazioni pubbliche di vasta portata, toccando le dinamiche e gli attori più potenti della società contemporanea.

La segretezza delle black box tecnologiche:
La segretezza che circonda le big tech va oltre le normali conseguenze aziendali e commerciali. Riguarda la struttura stessa della società “datificata”, la sua opacità e la concentrazione di potere in poche mani private. Gli whistleblower, in questo contesto, sembrano essere una delle poche opzioni per “aprire” queste black box e far luce su aree grigie di ambiguità che influenzano direttamente la sfera pubblica.

Il whistleblowing nel Big Tech sta assumendo un ruolo sempre più cruciale nello svelare i meccanismi poco trasparenti che governano la società digitale. Rappresenta forse una delle strategie più efficaci per promuovere una maggiore trasparenza e responsabilità in un’era di crescente “invisibilità” tecnologica. Gli whistleblower, agendo sulla base di preoccupazioni etiche, stanno contribuendo in modo significativo a rinegoziare i confini tra pubblico e privato nella sfera digitale.

Leggi qui l’articolo originale per avere più informazioni.

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