Su YouTube sono circolati su diversi canali dei video generati con l’IA che simulavano scene del processo legale che coinvolge Sean “Diddy” Combs.
In circa un anno, 26 canali hanno totalizzato oltre 70 milioni di visualizzazioni con quasi 900 video, costruiti con narrazioni, immagini e miniature generate artificialmente. Questi contenuti sono stati accusati di diffondere contenuti sensazionalistici e sessualmente espliciti, attribuendo a diverse celebrità come Justin Bieber, Oprah Winfrey o Brad Pitt dichiarazioni scioccanti e legami compromettenti con Diddy, senza che ci fossero reali prove.
Molti di questi canali, come Peeper o Celeb Buzz, hanno sfruttato la vitalità del caso Diddy per monetizzare. Ad esempio, prima del processo, alcuni di essi parlavano di tutt’altri argomen ti, come consigli su salute, poi si sono focalizzati sulla causa legale (spesso con titoli falsi e clickbait e facendo disinformazione) per 8 mesi, per poi riconvertirsi nuovamente in siti di contenuti non correlati a Diddy. Alcuni di questi canali sono stati demonetizzati o chiusi da YouTube dopo le segnalazioni del sito Indicator. Tuttavia, il fenomeno continua a espandersi, anche in altre lingue, con canali come quello spagnolo NV Historia e quello francese StarBuzzFR, che replicano lo stesso modello.
Dietro questa nuova economia della disinformazione c’è l’ascesa dei cosiddetti “canali senza volto”, interamente automatizzati grazie a strumenti come ChatGPT, Midjourney ed ElevenLabs. Secondo l’imprenditore digitale Wanner Aarts, che gestisce decine di canali e vende corsi sull’automazione video, creare contenuti virali con budget minimi è oggi più facile che mai.
YouTube ha già dichiarato di aver rimosso 16 canali per violazione delle proprie policy, ma l’ondata di video disinformativi basati su IA non sembra rallentare.
Leggi l’articolo completo: Fake, AI-generated videos about the Diddy trial are raking in millions of views on YouTube su theguardian.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

