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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Secondo Alex Proyas, l’IA salverà l’industria cinematografica

Regista cinematografico umano e un assistente robot che lavorano alla produzione di un film

Alex Proyas, autore di The Crow e Io, Robot, ha una visione controcorrente sull’intelligenza artificiale nel cinema. Mentre molti nel settore la temono come minaccia per carriere e posti di lavoro, il regista australiano la vede come una fonte di liberazione artistica che può risolvere alcuni problemi dell’industria.

Difatti, per Proyas il modello cinematografico attuale è “rovinato” non dall’IA, ma dall’industria e dallo streaming, che hanno fatto prosciugare i diritti d’autore e ridotto i budget. La sua soluzione, dunque, consisterebbe nel ricostruire tutto dalle fondamenta, usando l’IA per abbassare i costi di produzione e permettendo, di conseguenza, ai registi di fare più progetti mantenendo maggiore controllo. Il suo prossimo film RUR dimostra questa teoria: grazie alla produzione virtuale e alla partnership con Dell, può realizzarlo con una somma decisamente ragionevole rispetto ai 100 milioni che, invece, costerebbe in uno studio tradizionale, oltre a ridurre i temi di design da sei mesi a soli otto settimane.

Proyas ammette che le forze lavoro saranno “razionalizzate” da un lato, ma chi abbraccerà l’utilizzo di questa tecnologia troverà maggiori opportunità dall’altro. Secondo il regista, dunque, l’IA non è “intelligenza artificiale” ma “intelligenza che aumenta“, ovvero una sorta di collaboratore che aiuta team più piccoli a lavorare meglio, sempre sotto la guida creativa umana.

Leggi l’articolo completo Australian film-maker Alex Proyas: ‘broken’ movie industry needs to be rebuilt and ‘AI can help us do that’ su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/09/2025).

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