Un errore di citazione attribuito a Claude è finito tra gli atti di una causa sul copyright che coinvolge Anthropic. Ivana Dukanovic, legale dello studio Latham & Watkins che difende Anthropic, ha ammesso nel corso di un’udienza che un errore di citazione presente in un report tecnico utilizzato per la difesa era stato generato da Claude, che aveva allucinato titolo e autori di un articolo accademico. La fonte era dunque reale, ma la citazione utilizzata nella difesa di Anthropic è risultata alterata, dando luogo a un errore definito “imbarazzante” e non intenzionale.
La vicenda si inserisce nella causa intentata contro Anthropic dai maggiori editori musicali statutensi (Universal Music Group, Concord e ABKCO), che accusano l’azienda di aver impropriamente utilizzato testi musicali protetti da copyright per addestrare Claude. L’errore è emerso quando l’avvocato dei querelanti Matt Oppenheim ha sollevato dubbi su una fonte inesistente citata da una data scientist di Anthropic, Olivia Chen, per supportare le argomentazioni dell’azienda in una controversia probatoria. La difesa ha precisato che Chen aveva effettivamente fatto riferimento a una fonte autentica, ma che gli avvocati non avevano rilevato gli errori di citazione introdotti dall’IA.
L’incidente richiama altri casi recenti in cui professionisti del settore legale hanno usato inconsapevolmente fonti inesistenti o imprecise generate da sistemi di intelligenza artificiale, subendo critiche o sanzioni. Dukanovic ha assicurato che lo studio legale ha implementato nuovi livelli di revisione per evitare che simili episodi si ripetano.
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