L’artista Sougwen Chung, di origine cinese e cresciut* in Canada, utilizza l’IA e la robotica per creare opere d’arte in tempo reale, trasformando il processo artistico in una performance dal vivo. Chung non vede nell’IA una minaccia per la creatività ma, anzi, la considera un’opportunità per ampliare le possibilità espressive e sfidare il pubblico a ripensare il rapporto tra uomo e tecnologia.
Attraverso il progetto DOUG, una serie di bracci robotici che hanno visto un’evoluzione significativa che parte dal 2015 con DOUG 1 e che arrida ad oggi con DOUG 4, utilizzata per l’installazione Spectral. Quest’ultima evoluzione ha introdotto un’interfaccia diretta tra il cervello dell’artista e i robot, grazie a un elettroencefalogramma (EEG) che trasmette i segnali elettrici cerebrali ai bracci meccanici, influenzandone i movimenti in tempo reale.
Inizialmente, questi bracci robotici erano stati concepiti per imitare il disegno umano. Tuttavia, successivamente sono state introdotte anche le variazioni impreviste, portando Chung a integrare l’errore nel processo creativo. Infatti, Chung sostiene che una delle lezioni più “trasformative” che ha imparato è quella di “poetizzare l’errore”.
Questa ricerca artistica, presentata anche al World Economic Forum di Davos, sottolinea come l’IA possa ampliare le possibilità espressive invece di limitarle. Infatti, pur riconoscendo i rischi della generazione automatica di contenuti, Chung e altri studiosi vedono nella coproduzione tra uomo e macchina una nuova frontiera della creatività.
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Immagine generata tramite DALL-E 3, 2025.

