Meta, in collaborazione con l’università Carnegie Mellon, sta sviluppando un bracciale che converte i segnali bioelettrici muscolari in comandi per dispositivi digitali. Il dispositivo, basato su elettromiografia di superficie (sEMG), utilizza elettrodi posizionati sulla pelle per registrare i potenziali elettrici dei muscoli dell’avambraccio, trasformandoli in input per computer, tablet e sistemi di realtà aumentata.
Doug Weber, docente di Ingegneria Meccanica presso l’Istituto di Neuroscienze di Carnegie Mellon, evidenzia come questa tecnologia possa ampliare l’uso dei dispositivi digitali a persone con lesioni midollari o disabilità motorie. In passato, Weber aveva dimostrato che molti pazienti con paralisi della mano conservano il controllo dei muscoli dell’avambraccio. I test condotti con volontari e approvati dall’Institutional Review Board mostrano risultati incoraggianti: un paziente paralizzato dal 2005 è riuscito a controllare cursore e gamepad fin dal primo giorno di utilizzo.
Il bracciale offre un approccio non invasivo rispetto alle interfacce mente-computer esistenti come Neuralink, che richiede impianti neurochirurgici. Nonostante i promettenti sviluppi, il progetto rimane in fase prototipale e non è ancora chiaro se verrà commercializzato.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (11/08/2025).

