La società statunitense Flock sta testando una nuova piattaforma chiamata “Nova”, progettata per identificare persone partendo da una targa, integrando dati provenienti da fonti commerciali, registri pubblici e perfino violazioni informatiche. La notizia emerge da audio, slide e chat interne ottenute da 404 Media.
Secondo quanto riportato, Nova consentirebbe alle forze dell’ordine di passare dal dato veicolare all’identità di una persona. Per farlo, partirebbe da una ricostruzione di relazioni familiari o affiliazioni criminali, grazie a un sistema che incrocia fino a venti fonti diverse, comprese quelle offerte da broker di dati e agenzie come TransUnion. Un esempio emblematico riguarda l’integrazione dei dati ottenuti da una violazione che nel 2021 ha colpito l’app Park Mobile.
L’azienda afferma che Nova migliorerà l’efficienza investigativa e che sarà completamente personalizzabile, sottoposto a controllo democratico e tracciabile in ogni uso. Tuttavia, secondo l’Electronic Frontier Foundation e l’ACLU, il sistema rappresenta una sorta di salto di qualità nel monitoraggio pervasivo. Ciò è aggravato dal fatto che l’accesso ai dati avviene senza necessità di un mandato giudiziario.
Interessante il fatto che Flock sia attualmente coinvolta in una causa legale che ne contesta la costituzionalità. Al centro del dibattito, l’uso di dati sensibili ottenuti tramite fughe di informazioni e il rischio di creare un’infrastruttura di sorveglianza permanente in mano a soggetti privati.
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