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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Quando fidarsi di Google e quando dell’IA per la ricerca online

Google

La ricerca di informazioni online è ormai diventato uno dei temi più discussi dall’avvento dell’intelligenza artificiale. Da un lato, i chatbot sbagliano i fatti di base più del 60% delle volte, eppure rispondono con sicurezza assoluta. Dall’altro, Google favorisce sempre più fonti popolari, invece di quelle autorevoli ma meno visibili.

Le differenze infrastrutturali sono dovute ai seguenti fattori: ChatGPT si appoggia a Bing, Claude usa Brave Search, Perplexity ha un proprio crawler e Gemini accede direttamente a Google. Per via di ciò, dunque, una domanda identica produrrà risultati drammaticamente diversa a seconda dell’LLM che si sta usando. A tal proposito, Henk Van Hess, esperto nei metodi di ricerca online e IA, raccomanda di usare Google per fatti, fonti e informazioni aggiornate, ossia quando la domanda riguarda “chi, cosa, dove, quando“, mentre l’IA performa in maniera più accurata se usata per le analisi, per le sintesi oppure per domande che stimolano il pensiero critico, come, ad esempio, “come, perché, cosa succede se“.

Pertanto, secondo l’autore, la strategia vincente per navigare oggi in maniera ottimale sul web si basa su tre passi: cercare fonti credibili con Google, analizzarle successivamente con l’AI fornendo tu stesso i documenti verificati per poi, infine, tornare su Google per confermare le affermazioni a cui si è giunti.

Leggi l’articolo completo Google vs. AI: when to use which su Digital Digging.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/07/2025).

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