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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Il CEO di Perplexity: “L’IA agentica sarà il futuro del web”

Immagine astratta in stile vignetta di un vecchio pc che parla nell'"orecchio (immaginario) di un altro vecchio pc. Toni acquarellosi azzurrini.

Aravind Srinivas, cofondatore e CEO di Perplexity, ritiene che gli agenti AI rappresentino il prossimo grande campo di battaglia digitale in quanto, secondo lui, ridefiniranno il modo in cui gli utenti interagiscono con informazioni e servizi. In un’intervista, infatti, Srinivas ha dichiarato che l’ambizione di Perplexity consiste nel superare i limiti dei motori di ricerca tradizionali e costruire assistenti capaci di compiere azioni, non solo di fornire risposte.

L’azienda, che ha recentemente siglato accordi con Motorola e PayPal, punta sull’integrazione con smartphone e app per rendere l’esperienza d’uso dell’IA più fluida. Secondo Srinivas, il successo degli agenti AI dipenderà dall’accesso alle app di terze parti. Infatti, Apple e Google, con le loro restrizioni, rappresentano oggi un ostacolo. 

Secondo Srinivas, l’affidabilità dell’IA è centrale, specialmente quando si parla di IA agentica. Un assistente impreciso non solo è inutile, ma potenzialmente potrebbe essere pericoloso.

Srinivas, inoltre, lancia anche un allarme per quanto riguarda l’affidare il controllo di Chrome a OpenAI, dato che quest’ultima ha annunciato piani per un proprio browser. Ciò rappresenterebbe un pericolo per il web aperto, dato l’approccio sempre meno trasparente dell’azienda.

Leggi l’articolo completo: Perplexity’s CEO Sees AI Agents as the Next Web Battleground su wired.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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