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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’impatto dell’Intelligenza artificiale ben prima dell’AGI

immagine astratta che rappresenta grandi quantità di dati

Mentre gli agenti AI fanno l’ingresso sul mercato e i laboratori di ricerca promettono l’arrivo di modelli ancora più potenti in direzione dell’AGI, secondo Ethan Mollick le attuali capacità dell’IA sono già in grado di apportare un impatto tale che la loro integrazione all’interno delle attività umane richiederà diversi anni. L’intelligenza artificiale è infatti multimodale, ovvero capace di svolgere diverse task, seppur in maniera imperfetta e con frequenti allucinazioni. Nonostante i loro limiti, i modelli disponibili possono già tornare utili all’interno di ambienti pericolosi, quando non è richiesto un elevato grado di accuratezza o per ricevere una seconda opinione.

Mollick mostra alcuni casi di applicazione di Claude 3.5 Sonnet. L’IA può ad esempio monitorare le condizioni di sicurezza di un cantiere edile, individuando pericoli e suggerendo miglioramenti. Oltre a questo, è anche in grado di elaborare giudizi qualitativi e identificare problemi, come nell’ambito dell’analisi dell’usabilità di un sito web. Mollick sottolinea che le scelte delle organizzazioni e il modo in cui i governi regolamenteranno l’uso dell’IA si riveleranno cruciali nel definire le traiettorie a lungo termine. In quest’ordine, l’IA potrebbe assumere il ruolo di mentore e ulteriore strumento nel monitoraggio degli standard di sicurezza, oppure essere utilizzata per imporre un panopticon fondato su sistemi di ipercontrollo algoritmico.
Per Mollick è fondamentale che le trasformazioni messe a disposizione dall’intelligenza artificiale creino contesti in cui la tecnologia non sostituisce ma aumenta ed eleva il potenziale umano.

Leggi l’articolo completo “The Present Future: AI’s Impact Long Before Superintelligence” su One USeful Thing

Immagine generata con DALL-E 3

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