L’editore olandese Veen Bosch & Keuning, recentemente acquisito da Simon & Schuster, ha confermato l’intenzione di sperimentare l’uso dell’IA per tradurre in inglese alcuni libri di narrativa commerciale. Il progetto coinvolgerà meno di dieci titoli, tutti privi di diritti di vendita nel mercato anglofono, e prevede il permesso degli autori, oltre a una successiva fase di revisione umana per garantire la qualità. L’editore intende limitare l’uso dell’IA unicamente a quelle opere che sono considerate meno complesse dal punto di vista creativo.
Questa decisione ha suscitato critiche tra i professionisti. Ad esempio, la traduttrice premiata Michele Hutchison, ha contestato il concetto secondo cui i libri commerciali richiedano minor valore creativo, definendo offensivo questo approccio nei confronti di autori e lettori. David McKay, traduttore letterario, ha avvertito che l’esclusione dei traduttori umani può portare a testi insipidi e fuorvianti, con scarse implicazioni positive per il pubblico. Ian Giles della Translators Association, invece, ha espresso preoccupazione per il rischio di perdita di opportunità lavorative per i traduttori, citando un sondaggio della Society of Authors che mostra come un terzo dei traduttori abbia già subito contraccolpi a causa dell’IA generativa.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

