I Massive Attack hanno deciso di rimuovere il loro catalogo da Spotify in segno di protesta contro l’investimento del CEO della piattaforma, Daniel Ek, in Helsing, azienda di intelligenza artificiale militare.
La band ha parlato del “peso morale ed etico” per gli artisti, sottolineando che i ricavi derivanti dal loro lavoro finiscono in iniziative volte a finanziare tecnologie letali, come droni e software per il supporto alle decisioni militari in Ucraina. L’iniziativa si inserisce anche nell’ambito della campagna No Music for Genocide, che coinvolge oltre 400 artisti e punta a bloccare la musica dai servizi di streaming in Israele.
Spotify risponde sottolineando che l’azienda e Helsing sono entità separate e che la tecnologia dell’azienda è impiegata esclusivamente a scopo difensivo in Europa.
I Massive Attack non sono gli unici, insieme a loro ci sono altri artisti come King Gizzard and the Lizard Wizard, Godspeed You! Black Emperor e Deerhoof che hanno già ritirato la loro musica dalla piattaforma per motivi analoghi.
La band ha ricordato un precedente importante nella storia dei boicottaggi culturali, come quello contro l’apartheid in Sudafrica, e ha esortato i musicisti a trasformare la loro protesta in azione concreta contro ciò che definiscono “genocidio” in Israele, sostenendo parallelamente il movimento BDS e iniziative come quella dei Film Workers for Palestine.
Leggi l’articolo completo: Massive Attack remove music from Spotify to protest against CEO Daniel Ek’s investment in AI military su theguardian.com
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/11/2025).

