Mountainhead è una feroce satira moderna sulle Big Tech che, in realtà, sembra più un social horror fin troppo realistico. Il film di Jesse Armstrong, creatore di Succession, riunisce quattro miliardari del settore tecnologico in un’immensa dimora sulla cima di una montagna innevata per discutere del futuro del pianeta.
I protagonisti incarnano i peggiori stereotipi dei leader tech: Venis, l’uomo più ricco della Terra e fondatore di Traam, un social che usa l’intelligenza artificiale generativa per creare fake news così realistiche da provocare migliaia di morti e crisi globali; Jeff ha sviluppato un’IA per individuare le fake news ed è l’unico apparentemente dotato di moralità; Randall, invece, fornisce armamenti intelligenti ed è il mentore del gruppo, mentre Hugo è il wannabe milionario che sogna di diventare miliardario con la sua app di meditazione. Durante questo weekend di poker, i quattro seguono dai loro smartphone le catastrofi provocate da Traam e trasformano quella che dovrebbe essere una riflessione sui guai di Venis in un intenso brainstorming per sfruttare il caos mondiale, collaborando ad un colpo di stato internazionale.
Armstrong mostra come questi personaggi, inizialmente eccentrici ricconi che citano storia romana e filosofi, si rivelino gradualmente mostri morali che giustificano i loro deliri di onnipotenza, in cui decideranno addirittura di eliminare fisicamente uno di loro, rivelando il remoto bisogno umano di schiacciare gli altri per poter emergere in questa corsa sfrenata per essere i padroni del mondo.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (14/09/2025).

