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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Musica e copyright: di chi sono i brani generati dall’IA?

un paio di cuffie appoggiate vicino a un pc portatile. Immagine astratta stile acquarello, toni blu e azzurri.

Il mondo della musica generata dall’intelligenza artificiale è attualmente del tutto sregolato. Le principali case discografiche americane negli scorsi mesi hanno fatto causa a Suno, sostenendo che non può utilizzare milioni di brani protetti da copyright per sviluppare modelli di IA senza il permesso dei detentori dei diritti. Dal suo canto, Suno afferma che il suo utilizzo dei brani rientra nell’ambito del Fair use. In quella che è una fitta rete di attori e interessi diversi, diventa sempre più urgente chiarire l’evoluzione del diritto d’autore musicale nel contesto dell’IA.

Artisti e case discografiche sostengono di essere proprietari degli output generati dai modelli di IA perché la loro musica è stata utilizzata per allenarli. Gli utenti delle piattaforme ritengono a loro volta di essere proprietari dei brani perché hanno creato un prompt o scritto dei testi. Anche le stesse piattaforme rivendicano la proprietà.

Come auspica Chris Della Riva, musicista e professionista del settore, l’attenzione dovrebbe piuttosto ricadere sulla trasparenza e sull’assicurare che l’AI non venga utilizzata per sfruttare ingiustamente il lavoro degli artisti. Vale anche la pena notare che Universal Music sta sviluppando una propria intelligenza artificiale generativa. C’è il rischio che al centro della causa contro Suno non ci sia tanto la volontà di proteggere gli artisti quanto piuttosto di stabilire un monopolio.

Leggi l’articolo completo “Who Owns AI-Generated Music? I Asked People That Make It” su Can’t Get Much Higher

Immagine generata con Gemini Imagen 3

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