Un gruppo di accademici ha pubblicato una lettera aperta indirizzata alle università dei Paesi Bassi, sollevando una ferma opposizione all’integrazione indiscriminata delle tecnologie di “cosìddetta intelligenza artificiale” nei contesti universitari. Gli autori denunciano come l’uso generalizzato dell’AI comprometta l’integrità scientifica, l’indipendenza didattica e la qualità della formazione, ostacolando il pensiero critico e favorendo il disimpegno cognitivo.
La lettera prende posizione contro la proliferazione incontrollata delle tecnologie AI nelle università, rifiutando il loro utilizzo acritico da parte di studenti, docenti e dirigenti. Secondo i firmatari, l’adozione indiscriminata di questi strumenti viola lo spirito dell’AI Act europeo e mina i principi pedagogici e l’integrità scientifica. La lettera invita a riconsiderare ogni rapporto economico diretto tra gli atenei olandesi e le aziende del settore AI. In particolare, i ricercatori criticano duramente l’industria tecnologica, paragonandola ai settori del tabacco e del petrolio per le strategie di marketing aggressive.
Gli autori concludono con richieste concrete che includono la resistenza all’introduzione di AI nei sistemi software universitari, il divieto di utilizzo per i compiti assegnati agli studenti e lo stop alla normalizzazione dell’hype tecnologico. Invocano inoltre il rafforzamento della libertà accademica e la promozione di un approccio critico alle tecnologie, rivendicando il diritto a spazi educativi liberi da influenze industriali e finanziamenti aziendali che compromettano l’indipendenza della ricerca.
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