L’uso dell’IA per l’assistenza agli anziani solleva preoccupazioni sul paternalismo tecnologico. Uno studio condotto da Tenzin Wangmo dell’Università di Basilea e Constantin Vica dell’Università di Bucarest esplora come queste tecnologie, progettate per monitorare e garantire la sicurezza degli anziani, possano finire per limitare la loro autonomia.
Il concetto di paternalismo tecnologico si manifesta quando l’IA interviene in modo eccessivo nella vita quotidiana degli anziani, basandosi su pregiudizi impliciti e stereotipi legati all’età. Questi pregiudizi, spesso riflessi nella progettazione delle tecnologie e nei dati elaborati, ritraggono gli anziani come fragili, incompetenti e bisognosi di controllo. Ad esempio, i sistemi di monitoraggio potrebbero avvisare familiari o medici se un anziano trascorre troppo tempo in bagno o consuma alcol con l’intento di proteggerlo, ma rischiando al contempo di trattarlo come incapace di prendere decisioni autonome. Questo approccio paternalistico può limitare la libertà individuale degli anziani e rinforzare atteggiamenti discriminatori, compromettendo la loro indipendenza e dignità.
Lo studio mette in luce come la progettazione della tecnologia e l’elaborazione dei dati possano inavvertitamente perpetuare tali stereotipi e suggerisce che è necessario un equilibrio tra la sicurezza offerta dalle tecnologie e il rispetto dell’autonomia degli anziani.
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