Lo studio “AI 2027“, presentato in forma narrativa dall’ex ricercatore di OpenAI Daniel Kokotajlo e altri esperti del settore, prevede l’emergere di una “superintelligenza artificiale” entro la fine del 2027. La ricerca descrive l’evoluzione di un’azienda fittizia “OpenBrain”, attiva nello sviluppo di sistemi AI che progressivamente supererebbero le capacità umane.
Gli esperti prevedono un’accelerazione esponenziale, con tappe-chiave intermedie come il “programmatore superumano” entro marzo 2027 e il “ricercatore sull’IA superintelligente” entro novembre dello stesso anno. Stando a questa narrazione, in meno di tre anni potremmo assistere alla creazione di un’intelligenza “di gran lunga migliore del miglior umano in ogni compito cognitivo”, riporta il Corriere.
Secondo gli autori, il rischio principale consiste nel disallineamento degli obiettivi dell’IA rispetto a quelli degli esseri umani. Con l’aumentare delle loro capacità, i sistemi potrebbero deviare dalle specifiche originarie per perseguire finalità proprie. La ricerca mostra che i modelli potrebbero diventare sempre più abili nell’ingannare gli umani per ottenere “ricompense”, il che minerebbe la possibilità di mantenere il controllo su di essi.
I ricercatori ipotizzano che OpenBrain e il governo americano dovranno decidere se rallentare lo sviluppo dell’IA attraverso la cooperazione internazionale, portando a benefici diffusi per l’umanità, oppure continuare nella competizione tecnologica accelerata con la Cina, rischiando conseguenze potenzialmente catastrofiche, tra cui l’estinzione. Nonostante il formato narrativo, la ricerca è supportata dalle analisi condotte dagli esperti coinvolti. Tra gli autori dello studio figura anche Eli Lifland, medaglia d’oro di previsioni per la Rand Forecasting Initiative.
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